Geo Florenti
10 novembre – 10 dicembre
L’arte necessaria
Dal 10 Novembre al 10 dicembre 2026 sarà possibile visitare a StudioG di Roma – in via Giovanni Branca 11 –una nuova installazione dell’artista innovatore Geo Florenti a cura di Giuseppe Stagnitta dal titolo “Gallery DC Kit”, dove le componenti dell’installazione coincidono con quelle della tecnologia in una concreta applicazione opensource.
La crisi energetica e la ricerca di soluzioni alternative hanno colpito tutte le persone in tutti i paesi ed a tutti i livelli e se trascurata provocherà inversioni di tendenza dello sviluppo umano durante tutto il XXI secolo. La nostra generazione ha i mezzi per evitare tale esito ed ogni uomo, in relazione alle proprie competenze e capacità, ha il dovere di dare il proprio contributo. Una vera e propria rivoluzione alla quale tutti siamo chiamati a contribuire ad ogni livello con azioni sia individuali che sociali e anche l’Arte può e deve fare la sua parte.
Geo Florenti, artista innovatore di Tecnologie Energetiche, ha intrapreso un percorso in questa direzione concentrando la sua riflessione sul collegamento tra creazione artistica e ricerca scientifica. Sensibile alle sorti del “Sistema Terra” sente il dovere di utilizzare il proprio ruolo, come uomo e come artista, per dare un contributo reale alla crisi energetica ed a tutte le sue conseguenze che stanno portando l’uomo ad una preoccupante emergenza globale.
La poetica con la sua azione si evolve in poetica dell’utilità dando soluzioni pratiche e reali come contributo a tutti: qualunque fruitore, vedendo le sue installazioni, potrà riprodurle nel proprio mondo ed utilizzarle per un suo scopo che prescinde dall’esperienza estetica. Non è più tempo di pura estetica: “E’ la fine del soggettivismo concettuale nell’arte e la prevalenza della necessità universale dell’utile proposto a tutti”, dice lo stesso artista.
La Gallery DC Kit che presenta a StudioG è un’installazione artistica e allo stesso tempo una tecnologia inedita utile. Le componenti dell’installazione coincidono quindi con quelle della tecnologia in una concreta applicazione.
L’artista “scolpisce” la rete elettrica, modificandone i valori, per poi inserire una serie di elementi simili ai corpi illuminanti, completamente ecocompatibili e realizzabili facilmente a km 0 in eco materie, in contrapposizione alla crisi di materie prime e di tecnologie convenzionali garantite provenienti dall’Asia.
L’installazione è composta da 5 corpi illuminanti da 20W e 33V ciascuno e da una Control Unit da 200W e 36V DC, che al suo interno contiene un trasformatore toroidale, un ponte di Graetz e un condensatore. Da sapere che gli impianti negli ambienti sono divisi in due, indipendenti tra loro: linea prese e linea illuminazione. La Control Unit viene posizionata vicino al quadro elettrico generale della galleria, intercetta solo la linea illuminazione esistente (si usano i fili esistenti) e ne cambia i valori da 230V AC (corrente alternata) a 36V DC (corrente continua). Gli ambienti avranno quindi due linee di alimentazione, una in AC e l’altra in DC: la 230V AC Ufficiale e la 36V DC Ufficiale.
“Naturalmente, questa mia azione non mira a monopolizzare il mercato; al contrario, per salvaguardare la Specie e il Pianeta e rendere questa tecnologia nativa rapidamente espansiva, dichiaro di renderla OpenSource. Chiunque segua alla lettera le istruzioni di fabbricazione (la Regula Aurea) sarà libero di produrla e commercializzarla. Inoltre, per accelerare la transizione, la scelta dell’Open Source non toglie nulla alle multinazionali produttrici di tecnologie convenzionali: pur non potendo monopolizzarla, grazie alle loro strutture produttive potranno guadagnare il doppio o più rispetto a oggi e fare innovazione reale nello stesso tempo”, scrive Geo Florenti.
L’obiettivo principale di questa singola azione a StudioG è quello di indurre un’azione collettiva globale che scateni un processo a catena dove coinvolgere sempre più persone possibili: azione puramente umanitaria. Tutti i fruitori che saranno coinvolti avranno la possibilità acquisire gratuitamente questo nuovo sistema e riprodurlo nei loro contesti reali. Solo così quest’azione diventerà un’azione utile, necessaria e risolutiva dell’essere umano per l’essere umano. L’azione artistica diventa un contributo reale allo sviluppo tecnologico e umanitario dando uno spiraglio di luce all’oscurantismo generalizzato che caratterizza il nostro momento storico.
A Testaccio, un nuovo spazio culturale, nato dalla collaborazione tra l’architetto Giada Calcagno e il curatore Giuseppe Stagnitta.
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